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Tutti gli articoli per il mese di agosto 2013

In un Mondo di bastardi, mi deludo da sola.

Pubblicato 30 agosto 2013 da lapolemicadomata

Al mercato, questa mattina, appena arrivata, mi ritrovo la mano di un tizio alle mie spalle nella mia borsetta. La stavo aprendo proprio in quel momento, senza tirarla giù dalla spalla, per prendere l’ipad, e lui da dietro, pronto! Ho stretto forte il gomito e mi sono voltata di scatto. E’ rimasto con la mano lì incastrata, immobile per un attimo.
Era il proprietario del banco precedente che mi è corso dietro accusandomi di avergli rubato il foulard (foulard MIO che stavo riponendo il borsa dopo esser scesa dalla bicicletta!). Ma non si è assolutamente limitato ad accusarmi in pubblico, il gesto più sconvolgente è quella infame mano nella borsa mentre ero di spalle.
Mi monta un nervoso incredibile solo a raccontarlo. A mia mamma, che è stata derubata un paio di mesi fa; a mio marito che mi ha pure accusata di non esser stata pronta a chiamare i vigili; ed ora qui.
Mi sono spaventata tanto e in quel momento avrei voluto quasi correr via piangendo. Eppure avevo tutte le ragioni del Mondo. Avrei dovuto mettermi a sbraitare “Al ladro!!” come una gallina!!
Come si è permesso di violarmi doppiamente e, accortosi dello sbaglio, andarsene via subito senza nemmeno chiedere scusa?
Ed io, come ho potuto lasciar correre una mancanza di rispetto del genere senza aprire bocca, senza accusarlo a mia volta, senza pretendere di esser rispettata?
Sono infuriata con quel gran bastardo maleducato!
Ma peggio sono tanto delusa da me!

La SUA micina???

Pubblicato 26 agosto 2013 da lapolemicadomata

“Come sta la MIA micina?” Alcuni giorni fa mi arriva questo messaggio privato su fb.
Lo manda la ‘signora’ che 50 giorni fa doveva partire, rientrare nella sua amata Sicilia, e quindi sbolognare in fretta e furia mamma gatta di un anno e i suoi tre micini di soli 40 giorni.
Io non la conoscevo ma tramite amiche mi è arrivata la foto dei gattini. Un sogno. Ma quali forse non lo sono?
Un po’ stupidamente mi ero convinta che il prossimo micio l’avrei scelto tutto bianco. Ma tutto tutto. Cosa abbastanza rara e che forse sotto sotto stava a rappresentare il mio non esser ancora certa della nuova adozione. Ho già due elementi mediamente problematici che a 4 zampe si aggirano per casa!
Poi mi arriva questa foto. Tre femmine, tenerissime, una maculata e due perfettamente bianche. È un segno! Ma siamo ancora in viaggio all’estero e la ‘signora’ deve partire.
“Quasi quasi li lascio sotto il portico, tutti, anche la mamma, che son così belli che qualcuno prima o poi passa e li prende!”
Agghiacciata dalla genialata, arriviamo alle 10 dopo 36 ore di viaggio di rientro e, in coma, alle 11 siamo, muniti di trasportino, in giro per un paese dei dintorni.
La ‘signora’ è già partita e ha lasciato i 4 sfortunati da una amica che abbiamo in comune, la quale ha già un micino, tre cani, un coniglio e due figli maschi. Ed è sola. Era allucinata!
La maculata è stata adottata ma mi aspettava l’arduo compito di scegliere tra due gioiellini bianchi quasi identici. Come preferire una all’altra? Come regalare una vita di coccole, amore e premure a una sola di loro? Ma due no, impensabile!
Ho preso con me quella che per prima si era fatta prendere in braccio. È stata dura. Penso ancora all’altra, adottata poco dopo ma della quale non so nulla, con i suoi occhioni di due colori differenti.
Da noi, la nuova piccola di casa si è ambientata in un attimo. Alla faccia di aprire loro una stanza alla volta per far prendere confidenza. Corsa fuori dal trasportino saltava già ovunque, anche in giardino seguendo i due nuovi fratelli più grandi.
Un po’ di fatica per farsi accettare da loro, viziatoni, ma poi quanto sarà felice qui? Ho regalato il paradiso ad un altro micino. E loro a me ogni giorno regalano così tanto! In un istante ecco la mia terza figlia.
E la ‘signora’ ha il coraggio di chiedermi come sta? La SUA micina?
Sarà anche solo un modo di dire…per identificarla diciamo… Ma in un attimo ho provato quella sensazione di odio/terrore che immagino viva chi adotta un figlio, quando i genitori naturali tornano a bussare alla porta, anche solo per un saluto.

L’inconsapevole putto.

Pubblicato 24 agosto 2013 da lapolemicadomata

Un’amica in primavera mi va a pubblicare su Facebook la foto del figlioletto di due anni e mezzo, semi nudo seduto sul vasino con lei che lo abbraccia sorridente. In cucina. Titolo: prove tecniche di pipì.
Ma non c’è proprio più ritegno nè pudore. Metti pure in mostra la tua soddisfazione più grande ma c’è un limite al decoro. Come pensi potrà reagire questo bambino quando da adolescente un suo compagno di liceo scoverà in rete una perla simile? Un Pietro Maso II!
La giovane mamma è purtroppo solita a questi cali di stile. La scorsa estate sempre l’inconsapevole “putto” è stato ritratto, e soprattutto pubblicato, senza veli mentre giocherellava col suo pisellino davanti alla tv. Anche quest’oggi, sempre sul social network, col bimbo che tra poco quasi prende la patente, le mutandine sono risultate un optional.
E un’altra mamma – altro profilo, altre conoscenze – con il bimbo di tre anni in una piscina pubblica che in numerosi scatti mette direttamente in primo piano le parti intime candidamente strizzate e maneggiate dall’ometto soddisfatto!

E poi vogliamo difenderli con le unghie e coi denti da pedofili e pervertiti… iniziamo col metterci un po’ di buon senso noi e censuriamo certi dettagli di vita privata, privatissima!
Il rispetto nei confronti degli altri è scarso a quanto pare. Impegnatevi almeno ad aver rispetto per vostro figlio!

A pesca di rimpianti.

Pubblicato 22 agosto 2013 da lapolemicadomata

Mio marito è a pesca con mio padre.
Solo a pensarlo mi vengono i brividi. Di disagio. Di incredulità.
Mio padre, dopo avermi spedito di casa 8 anni fa quale causa delle sue scappatelle – qui il discorso si fa lungo e talmente complesso che solo lui l’hai mai capito –  ha pensato bene di lasciare sola anche mia mamma due anni dopo. Non prima di qualche ennesima presa in giro, che ci stava sempre bene…!!
Con il mio carattere ancora solido come una roccia, dove chi aveva provato a domarlo era rimasto tristemente a bocca asciutta – mio padre compreso – ho preso su i miei fagotti e mi son costruita una vita nuova. Non ero una bambina ma fino a quel momento non avevo ancora pensato per un attimo di voler stare sola.
Non ho più voluto vederlo, sentirlo, averlo. Quasi ogni giorno ho sentito, sento, la mancanza di una padre, ma non certo di quel che si è rivelato essere lui. Mi ha tradita – dopo aver tradito anche mia madre – ma soprattutto delusa.
Sono fatta così, i legami famigliari li sento solo se ci sono, non solo perchè “ci devono essere”.
Dal giorno delle mie nozze ha cercato di rientrare nella mia vita in modo più esplicito. A volte ridicolo. Non gli ho lasciato spazio se non quello strettamente necessario, dovuto, da una persona con cervello quale mi reputo.
Ha provato a fare l’amico con mio marito – che è bravo come il pane – l’amico anche con me, visto che come padre ha fallito miseramente. Si è reso disponibile per problemi quali ristrutturazione della nuova casa, spese, incombenze generiche.
A volte l’ho lasciato fare. Fredda come il ghiaccio, ho approfittato di quella disponibilità e di quell’attenzione che non mi aveva mai dato.
Sta prendendo sempre più piede. Con me ha timore, si lancia su mio marito. Non abbiamo parenti e spesso anche lui cede a qualche esternazione di solidarietà famigliare che mio padre, in questi 8 anni lontani, da qualcuno ha imparato ad ostentare.

Sono a pesca ora, in un laghetto qui vicino…mah…
E’ arrivato a prenderlo mezzora in anticipo con una vasca di gelato da mangiare insieme. Non sapevo conoscesse l’esistenza delle vaschette di gelato da mangiare in famiglia.
Penso avrebbe pagato per restare qui tutto il pomeriggio sotto il gazebo a parlare con me e a vedere fotografie. Non mi fa tenerezza, molte cose si imparano a fare quando è troppo tardi.

Quei rumori che conciliano…

Pubblicato 21 agosto 2013 da lapolemicadomata

Amo sentir rientrare i vicini di casa nelle ore tarde.
Devo avere qualche problema.
Normalmente alla gente non piace esser svegliata alle 2 o le 3 di notte da rumori molesti, o banali che siano, di auto sul ghiaino, di serrande, passi o due parole sulla soglia.
Io invece, magari ancora nel dormiveglia, col mio sonno leggerissimo, li trovo rumori conosciuti, rassicuranti, che nel silenzio della mia zona residenziale di provincia mi fanno sentire meno sola.
Un paio di abitudinari della notte ci sono.
Ma purtroppo, fuori dalla mia finestra, in quella direzione, è molto più frequente esser svegliati alle 8 di mattina, nei giorni di festa e non, da uno stuolo di bambini assatanati, indemoniati e soprattutto maleducati, che in quel cortiletto fanno di tutto senza ritegno alcuno, dei genitori!
Ecco, quei rumori lì, sì che mi conciliano un bel ‘vaffanc’!!

Il vecchio telefono a rotella. Driiiiiin!

Pubblicato 20 agosto 2013 da lapolemicadomata

Un vecchio ricordo.
Di quando alle 10 di sera suonava il telefono fisso di casa, posizionato nel tavolino dell’ingresso. A casa dei miei nonni, dove dormivo ogni sera negli anni precedenti le scuole medie causa lavoro dei miei genitori, c’era ancora il telefono con la rotella. Quel cerchio trasparente coi fori numerati dove inserirci il dito indice per dare il giro di carica.
Comporre un numero durava un’eternità perchè bisognava attendere il ritorno in posizione della rotella. Soprattutto lo zero, era infinito.
Menomale che non esisteva ancora il prefisso delle urbane!
Chiudo gli occhi e mi sembra di risentire: ttrrraaaaa, ra ta ta ta ta, ttrrraa, ra ta ta ta ta.
Il filo che univa la cornetta all’apparecchio non era ancora a spirale e, cortissimo, ti permetteva a fatica di arrivare su una sedia posizionata accanto, ad hoc.
La cornetta ricordava davvero i getti delle docce odierne. Non si riusciva a tenere tra spalla e orecchio se si avevano le mani impegnate.
Ecco, quell’aggeggio di un colore irriproducibile, verde militare-grigio tortora, insomma, color telefono a rotella, suonava con uno squillo deciso, sempre uguale, monotematico e ti faceva soprassalire se lasciavi la regolazione con ‘la campanella grande’, sul retro.
E se squillava alle 22 tutti si spaventavano, si preoccupavano.
Ci si guardava con occhi allarmati e inquisitori senza dire nulla, si aspettava il quarto, quinto driiiiiiiin e uno a voce alta se ne usciva “Ma chi può essere a quest’ora??”.
Ricordo che, curiosa come poche, si alzava sempre mia nonna per rispondere.
“Pronto, chi è?” Con gli occhi fuori dalla testa, tenendo il fiato.
E poi attaccava a parlare, come sempre, che non la fermava più nessuno. Con me e il nonno che cercavamo di farci dire, inutilmente perchè troppo presa, chi avesse osato usare quel magico apparecchio nel pieno della notte…

Scontrini che scottano!

Pubblicato 19 agosto 2013 da lapolemicadomata

Ed eccomi qui. A spulciare la lista della spesa alla ricerca di qualche voce da depennare.
Non avrei mai pensato di ritrovarmi in una situazione così triste: valutare cosa è davvero necessario e cosa invece è superfluo in un supermercato.
Non che io sia WonderWoman immune a crisi e a portafogli vuoti. Ma diciamo che so già esser parsimoniosa su altre cose. Abiti, accessori, parrucchiera, estetista…non sono tra i miei interessi primari per fortuna.
E ora che con la nuova casa abbiamo anche un giardino, gli aperitivi ce li godiamo qui, per il sole non abbiam bisogno di andare in piscina, ed è stato più semplice anche rinunciare a giornate al mare o al lago questa estate.
Eppure non basta. Le bollette sono mostruose e improrogabili. Dove si posson fare le pulci ancora?
Alla lista della spesa. Che senza comprendere bistecche alla fiorentina, salmone affumicato e liquori invecchiati 30 anni, negli ultimi due anni è praticamente raddoppiata come scontrino!
Un esempio su tutti, la nostra amata birra Moretti che l’anno scorso costava 0,87€ e oggi non si trova a meno di 1,19€. Rincaro spaventoso su cifre così basse. Per fortuna ci siamo da tempo sforzati di bere più acqua con la sana prospettiva di una pancia più sgonfia…
Non mi resta quindi che sperare nell’arrivo dei venerati buoni sconto. Così ambiti negli States da creare vere e proprie sette di seguaci dello scambio. Con una capiente dispensa, a quanto pare si può risparmiare davvero!

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