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Tutti gli articoli per il mese di settembre 2013

Addio, dolce prepotente.

Pubblicato 29 settembre 2013 da lapolemicadomata

Come hai fatto in un solo anno a farmi innamorare così di te? A rendere la tua presenza così essenziale nelle mie giornate, nella mia vita?
Eri difficile. Hai sofferto. Avevi un carattere duro, prepotente, volubile. Eppure ti amo con tutte le mie forze. Sei diventata il fulcro dei miei pensieri, la compagna delle mie giornate e adesso mi lasci sola?
Ad ogni battito lento di ciglia cerco la tua sagoma che spunta mimetica da ogni angolo, la tua voce arrogante che mi chiama, la tua lunga coda a frustino che si alza appena il mio sguardo incrocia il tuo. Non trovo più nulla e un’ennesima stilettata attraversa il mio cuore ormai duro come la pietra o distrutto come un castello di sabbia.
Disperazione incontrollata, massacrante rassegnazione, soffocante incredulità. In poche ore sto attraversando tutte le fasi del lutto veloci come un vortice. Si alternano, si susseguono e ripartono poi sempre daccapo.
Ho perso una figlia oggi. È il dolore più grande che abbia mai devastato il mio corpo e la mia mente.
Non mi sono mai sentita così sola. Sola senza che nessuno possa aiutarmi, salvare le cose, ridarmi te, amore mio.
Ripeto costantemente nella mia testa “voglio andare a casa” senza essermi mai mossa di qui. Eppure è tutto diverso. È il vuoto. La serenità che fa di questo posto “la mia casa” te la sei portata via con il mio cuore. Sei la solita prepotente, Cloe, amore mio!

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Il raffreddore, con filosofia.

Pubblicato 28 settembre 2013 da lapolemicadomata

È prevista pioggia per questa sera. E per tutto domani. Una domenica che apre le porte ai weekend invernali, grigi e freddi.
E a me sta bene, acciaccata come sono. Forte raffreddore e ossa a pezzi per i lavori di muratura fatti in settimana con mio marito.
Coglierò l’occasione, sono sola e mi farò un bel nido sul divano. Pigiama, vestaglia e un paio di plaid. Le mie micine da mobidi cuscini, addosso. Un the caldo tra le 22 e le 23, luce soffusa di una abatjour di stoffa country style e un bel fumetto.
Letture leggère, non sono in forma. E comunque non è una mia passione, lèggere! Mi erano tornate in mente le vecchie strisce di Popeye, di quando ero piccola. Non ne ho serbata nessuna, ma ripiegherò volentieri su un Dylan Dog, la mia collezione più longeva insieme a quella dei Puffi Peyo (non fumetti ma i veri pupazzetti in gomma)!
Un bel sabato sera, sì, con una grandissima scatola di fazzolettini!

E voi, mi aiutate?

Pubblicato 23 settembre 2013 da lapolemicadomata

Volete aiutarmi?
No perchè anche senza chiedere soldi in prestito, quando si chiede un favore agli amici, pure quelli stretti, spariscono tutti, o quasi.
Complici nuovi approcci poco fisici e diretti ma più tecnologici, in rete, i silenzi sono all’ordine del giorno.
Anche se la richiesta è minima.
Anche se mi sto ammazzando per entrare nel mondo strasaturo – cit. The Simpsons – dei travelblogger e quel che chiedo è un veloce e banalissimo supporto mediatico.
Chiedo un Mi Piace, un piccolo commento su qualche mio racconto, cose da 2 minuti, una bazzecola soprattutto per chi, tanti di loro, passa online la maggior parte della giornata e magari condivide su fb ogni minima cazzata ma non gli viene in mente di condividere una foto di una amica che sta cercando di inventarsi un mestiere dal nulla.
Qualcuno usa persino la scusa della timidezza…non c’è limite al coraggio però, a quanto pare!

E allora chiedo a voi, frequentatori e amanti dei blog, delle letture, del condividere e del sognare – a volte con gli occhi degli altri -. Vi va di aiutarmi? In cambio posso regalarvi dei viaggi per il mondo, con curiosità ed emozioni per tutti i gusti. Basta che vi sediate sul divano: leggete e condividete le vostre emozioni.
Chiedetemi il link in privato!
E grazie!

Non ho più i nonni di una volta.

Pubblicato 21 settembre 2013 da lapolemicadomata

È appena finito il giorno del compleanno di mia nonna. 83 anni. Penso li porti ancora bene. È sempre stata una donna energica, forzuta e grintosa. È vedova da due anni, forse è cambiata, forse è più fragile ora. Sicuramente più svampita. Mio nonno la teneva in riga e domava quella frivolezza che non tardava mai ad esternare.
Non le ho fatto gli auguri. Non sento la sua voce da quel giorno alla casa di riposo, quando abbiamo contattato l’agenzia funebre.
I miei nonni paterni mi hanno allevata, li ho amati più dei miei genitori. Poi qualcosa si è rotto. E non si è riparato in tempo per poter far ancora una di quelle splendide chiacchierate con lui, quelle chiacchierate usando solo gli occhi, che tanto ci si capiva comunque.
E con lei, diverse come siamo, il tempo ha aiutato soltanto ad allontanarci del tutto, definitivamente.
Mi mancano. Mi mancano i nonni con cui ho passato l’infanzia, ‘sgarnattando’ piselli, curando l’orto, buttando mais alle anatre, chiudendo la sera i cancelli del castello di cui erano i custodi. Anche quei nonni che, nell’adolescenza, passavo a trovare con gli amici facendoci offrire un buon vino da aperitivo.
Li ho persi ormai da diversi anni. Da quando si sono dimenticati quanto li amasse la loro unica nipote.

Una casa è per la vita.

Pubblicato 19 settembre 2013 da lapolemicadomata

Sto andando nella direzione giusta?
Detesto quando, a cose fatte, mi rendo conto di aver preso delle decisioni e fatto delle scelte lasciandomi influenzare da qualcun altro.
In questo caso forse l’influenza è arrivata dal mondo intero. Ovunque ci si giri il messaggio è univoco: la casa è l’obiettivo, la sicurezza di tutta una vita. O almeno il succo è quello.
Io vivevo bene in alloggio.
Mi mancava il verde di dove ero cresciuta per 25 anni, mi mancava avere un giardino dove posizionare piante e fiori, trovare lo spazio per un barbecue con una bella tavolata di amici…
Ma poi c’erano anche i lati positivi. Per anni ci ho vissuto da sola: spese sostenibili, facile da scaldare, non mi sentivo isolata.
Sposandomi, lo spazio era sufficiente ma sognavamo di più. Gli spazi e i profumi e le libertà dei tempi andati.
Curiosando ci siam finiti davanti quasi per caso. Una villetta nel posto perfetto, della dimensione giusta, con buone potenzialità. Il prezzo molto alto, molto più del previsto ma di fronte al nostro entusiasmo, ci ha aiutati come poteva anche mia mamma.
L’abbiamo acquistata, facendoci pochi conti in tasca, ci hanno messo fretta.
Il grosso problema è sorto sforando (molto più del previsto) il budget per la ristrutturazione.
La casa è bella. Ci piace. Fa al caso nostro. Ma ogni sera, andando a letto, mi chiedo se era necessario sacrificarci così tanto per questo.
Un mutuo trentennale, bollette alle stelle manco fosse un albergo, spese extra, manutenzione, lavori che non sono mai finiti, l’assicirazione e l’Imu… La manteniamo, ma con una fatica indecente.
La casa per un italiano è il fondamento. Mi sento dire ogni giorno che nulla merita più sacrifici di una casa, che non sarà mai uno sbaglio. Io però mi sento in colpa. E un po’ spaventata.

Una donna di troppo.

Pubblicato 18 settembre 2013 da lapolemicadomata

Un abbraccio a tutte le nuore non volute.
Non lasciate che annientino nemmeno un istante della vita che vivete.
Non fate sfiorare nemmeno uno dei tanti sogni che potrete realizzare.
Voi siete il presente e sarete in futuro.
Guardate dritto, guardate avanti a voi e tenete per mano il Vostro uomo.

Nuotando in Twitter.

Pubblicato 15 settembre 2013 da lapolemicadomata

Che faticaaaa!
Su vivo suggerimento di amici che, nel campo, son molto più preparati di me, mi tuffo in Twitter.
Oggi per diffondere idee, info, notizie, farsi notare…è l’alternativa migliore, più potente. Facebook resta, ahime, un passatempo infruttuoso, pieno di idiozie inutili e di pensieri scopiazzati banali e scontati.
Non so voi, ma se siete su Facebook, quanti pensieri originali, personali, leggete e quanti link demenziali siete costretti a sorbirvi?
Facebook è per tutti – forse per troppi – mentre Twitter fa già una bella selezione. Soprattutto in Italia. Troppo complesso, richiede carattere, saper attirare l’attenzione, materiali interessanti, assidua frequenza e produttività. E noi italiani, diciamolo, non brilliamo in tutto ciò quando si parla del mondo di internet! Abbiamo Leonardo, ma nè Gates, nè Jobs, nè Zuckerberg…
Io mi sono buttata lo stesso. Non avevo molte alternative per mettere in gioco la mia nuova ‘professione’ rigorosamente non retribuita.
Ogni follower me lo sudo come quando zappo il mio orto con pomodori e finocchi, anzi, di più. Speriamo di coglierne presto i frutti…la pazienza non è mai stata il mio forte. E per tutti, è difficile faticare ed impegnarsi a lungo senza ottenere gratificazioni.

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